I critici sostengono che il ministro delle finanze canadese Graham Steele non abbia una faccia da poker.
Da una parte, il governo insiste di non aver ancora deciso se sia il caso di espandere il suo portafoglio nel gioco online. (La Atlantic Lottery Corporation già promuove PlaySphere, un sito web dove si possono comprare biglietti della lotteria e giocare una serie limitata di giochi interattivi. La posizione del NDP (Nuovo Partito Democratico) sull’ingresso nelle “leghe maggiori” — poker online, blackjack, etc. — verrà chiarito con la pubblicazione della nuova strategia sul gioco organizzato, quest’autunno.)
D’altro canto, Mr. Steele non ha avuto incertezze sul discutere anche in pubblico il perchè la Nuova Scozia, per ipotesi, voglia organizzare il proprio casinò online. Visto che i ministri del gabinetto del governo normalmente si rifiutano di fare “ipotesi”, i Liberali hanno concluso che Mr. Steele avrebbe in realtà già deciso e che stia solamente tentando di modellare sulla sua decisone l’opinione pubblica.
Se è questo il caso, Mr. Steele ha ancora molto da da fare, poichè l’argomento centrale è piuttosto difficile, e l’ha esposto la settimana scorsa su CBC Radio. E’ più o meno così:
1. Gli abitanti di Nova Scotia stanno gia puntando (e perdendo) milioni ogni anno su siti stranieri illegale e non regolamentati (di cui ce ne sono circa 2,000, anche se il mercato è dominato da tre siti più potenti).
2. Per proteggere i giocatori, il governo dovrebbe consideare di entrare nel mercato con un suo sito, responsabile e regolamentato.
3. Inoltre, il ricavato potrebbe finanziare alcuno programmi necessari per i cittadini invece di essere indirizzato nel crimine organizzato.
Sfortunatamente, Mr. Steele ci ha fatto perdere il filo del suo discorsi da qualche perte fra i punti 1 e 2.
Un sito di scommesse della Bluenose, che si faccia largo in questo campo non riuscirà facilmente ad attirare gli scommettitori alla sua concorrenza. L’unico modo in cui potrebbe, comporterebbe la creazione di un monopolio da parte del governo, esattamente come avviene per i casinò “fisici”. Ma Internet non può essere controllata così facilmente.
John McMullan, professore di criminologia alla Saint Mary University, sostiene che l’unica maniera in cui un sito di secondo piano possa aver successo in questo campo non è attirare clientela già esistente, ma crearne di propria.
Comunque è una cosa che funziona in ambo i sensi. Questi stessi clienti potrebbero essere facilmente attirati dalla competizione commerciale, una volta che la il sito “governativo” ha fatto loro apprezzare il gioco, ed ha fatto loro sviluppare un appetito per le scommesse senza limiti imposti dal governo.
E così come può essere che questo risolva il problema dei problemi associati alle scommesse?

