Nel 2010, i politici spagnoli hanno discusso la prima bozza del progetto di legge per la regolamentazione del gioco d’azzardo e anche delle scommesse su Internet, e sono arrivati a concludere che era arrivato il momento di andare avanti con la legge.
Il ministro dell’economia spagnolo ha annunciato che le stime delle entrate generate dall’industria del gioco d’azzardo legalizzato potrebbero arrivare a 200 milioni di euro l’anno. Ci sono diversi livelli di tassazione proposti dalla nuova legge. Per esempio, dopo un ampio dibattito riguardo alle scommesse sportive, è stato proposto un tasso fisso del 10% per tutti i siti operanti del settore delle scommesse sportive. I comuni giochi d’azzardo online, come i giochi di casinò e il poker online, sarebbero basati su un incasso lordo da gioco d’azzardo, che ammonta a molto più del complessivo 10%.
La polemica riguardante la tassazione delle scommesse sportive ha creato risonanza tra le organizzazioni commerciali e gli operatori economici che hanno evidenziato i milioni di euro in fondi per pubblicità e sponsorizzazioni che potrebbero sparire a causa dell’aliquota troppo invasiva. La mossa è stata criticata anche dagli operatori che hanno avuto l’impressione che la loro competitività potrebbe essere danneggiata dal programma fiscale.
L’Associazione Spagnola per le Scommesse Online ha affermato che la bozza di legge spagnola sul gioco d’azzardo, se approvata nell’attuale forma, risulterà essere per il paese la peggiore regolamentazione sul gioco d’azzardo di tutta Europa. Anche la Remote Gaming Association, un’associazione commerciale con base a Londra e a Bruxelles, ha condannato le tasse stimate. Entrambe hanno chiesto un’ulteriore consultazione per la questione delle tasse sulle scommesse sportive.
A livello nazionale, le nuove proposte di regolamentazione dovranno ancora apparire davanti alla Commissione Europea perché possa determinare l’adeguata condizione di legittimità all’interno dell’Unione Europea.

